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L’ascesa Al Monte Ventoso Di Petrarca: Un Riassunto ((EXCLUSIVE))


Lascesa al Monte Ventoso di Petrarca: un riassunto




Lascesa al Monte Ventoso è una lettera in latino scritta da Francesco Petrarca nel 1336 e indirizzata a Dionigi da Borgo San Sepolcro, un amico teologo e frate agostiniano. In questa lettera, Petrarca racconta la sua esperienza di scalata del Monte Ventoso, una cima in Provenza alta quasi duemila metri, insieme al fratello Gherardo. La lettera fa parte della raccolta delle Familiares, che comprende 350 lettere suddivise in 24 libri.




L’ascesa al Monte Ventoso di Petrarca: un riassunto



Il significato allegorico dellascesa




Petrarca non si limita a descrivere il viaggio fisico, ma lo trasforma in un viaggio simbolico e spirituale, che riflette la sua condizione morale e la sua ricerca di sé. Petrarca si ispira a due modelli letterari: il primo è la salita di Filippo V di Macedonia sul monte Emo in Tessaglia, narrata da Tito Livio nella sua opera storica Ab urbe condita; il secondo è la salita di SantAgostino sul monte dei Sette Dolori in Africa, raccontata nelle Confessioni, il libro che Dionigi gli aveva donato e che lo aveva profondamente influenzato.


Lascesa al Monte Ventoso diventa così unoccasione per confrontarsi con le proprie debolezze e tentazioni, per esaminare la propria vita e per aspirare a una conoscenza superiore. Petrarca si rende conto della differenza tra lui e il fratello Gherardo, che era diventato monaco e che aveva rinunciato ai beni terreni. Mentre Gherardo sale con facilità per la via più breve e ripida, Petrarca cerca di evitare la fatica e si smarrisce per sentieri più lunghi e tortuosi. Questo riflette la sua difficoltà a seguire la retta via verso la salvezza eterna, a causa del suo attaccamento ai piaceri mondani e alla gloria letteraria.


La visione dalla cima e il rimorso




Quando finalmente raggiunge la vetta del monte, Petrarca rimane incantato dallo spettacolo della natura che si offre alla sua vista. Egli può ammirare il mare, i fiumi, le valli, le città e i monti circostanti. Ma il suo stupore dura poco, perché egli si accorge di avere con sé un libro: le Confessioni di SantAgostino. Aprendolo a caso, egli legge un passo che lo colpisce profondamente: E la gente si meraviglia se uno sale sulle alte montagne per vedere da lassù le pianure; e nessuno si meraviglia se uno scende dal cielo per vedere le cose più alte. Queste parole gli fanno capire che la vera bellezza non è quella esteriore, ma quella interiore; che la vera saggezza non è quella umana, ma quella divina; che la vera felicità non è quella terrena, ma quella celeste.


Petrarca prova allora un forte senso di rimorso e di sconforto per aver sprecato la sua vita in cose vane e transitorie. Egli si rende conto che lascesa al Monte Ventoso non gli ha portato alcun vantaggio spirituale, ma solo una vana curiosità. Egli decide allora di dedicarsi alla meditazione e alla preghiera, per cercare di liberarsi dalle sue passioni e dai suoi errori. Egli conclude la lettera con una citazione da Ovidio, che esprime il suo conflitto interiore tra amore e odio 04f6b60f66


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